“WARHOL-BEUYS. Omaggio a Lucio Amelio” Fondazione Antonio Mazzotta di Milano.
Venerdì 16 Novembre 2007 alle 11:42 - Elisa
FONDAZIONE ANTONIO MAZZOTTA DI MILANO (Foro Bonaparte, 50)
dal 16 novembre 2007 al 30 marzo 2008
La Fondazione Antonio Mazzotta di Milano, in collaborazione con la Fondazione Amelio di Napoli, presenta una mostra dedicata all’incontro di 2 grandi anime, Warhol e Beuys .
L’incontro a Napoli nel 1981 del tedesco e dell’americano si realizzò proprio grazie al gallerista Lucio Amelio, cui tale mostra vuole essere un omaggio.
Nei suoi circa trent’anni di attività (1965-1994), Amelio fece della propria galleria napoletana un punto di riferimento imprescindibile per tutti i protagonisti del panorama artistico internazionale, una fucina-laboratorio dalla quale sono scaturiti alcuni degli esperimenti e delle ricerche più significativi nel panorama dell’arte contemporanea degli ultimi decenni del XX secolo.
Amelio aveva avuto modo di incontrare i due artisti già alcuni anni prima e aveva esposto, con grande lungimiranza, le loro opere nella sua galleria.
Ma è un triste evento, il terremoto del 23 novembre 1980, che porta all’incontro concreto dell’arte dei due: nel febbraio del 1981, fu Joseph Beuys con Terremoto in Palazzo - una mostra e una serie di performance ormai storiche - a tracciare l’impianto “teorico” di quella che da rassegna presto si sarebbe trasformata in collezione permanente e sarebbe diventata il cuore della futura Fondazione Lucio Amelio.
L’altra risposta di forte impatto formale ed emozionale fu quella data da Warhol, nel dicembre del 1982: tre grandi tele, con la riproduzione serigrafica della prima pagina del Mattino del 26 novembre 1980, amplificarono all’infinito il titolo-urlo del giornale (Fate presto).
Nell’artista americano, la fascinazione per la catastrofe raggiunse l’apice alcuni anni dopo, in occasione di una grande mostra presso la Reggia di Capodimonte, per la quale realizzò la serie Vesuvius by Warhol (1985): una serie di tele e di lavori grafici nelle quali l’immagine ottocentesca del vulcano in eruzione viene riproposta ossessivamente.
Dall’incontro tra i due e dalla volontà di Amelio nasce il Progetto Terrae Motus, destinato a divenire un punto focale nell’attività della galleria napoletana, cui avrebbero preso parte numerosi artisti. Alcuni nomi: Gilbert & George, Haring, Kiefer, Kounellis, Pistoletto, Rauschenberg, Richter, Schifano, Vedova e moltissimi altri.
Le opere
La mostra rende omaggio a Lucio Amelio (Napoli, 1931-1994) attraverso 92 opere, di cui 30 di Warhol, 42 di Beuys e 20 di altri artisti, esemplificando per difetto tutti quei protagonisti dell’arte internazionale che avevano scelto la sua galleria napoletana quale luogo d’eccellenza per scambi di idee e di sperimentazioni.
Si parte da una data, il 1980, segnata dall’incontro storico tra Warhol (Pittsburgh, 1928 - New York, 1987) e Beuys (Krefeld, 1921 - Düsseldorf, 1986), e dal successivo avvio del processo creativo di Terrae Motus.
Alla Fondazione Antonio Mazzotta saranno inoltre esposte alcune opere fondamentali della collezione Terrae Motus, ora custodita alla Reggia di Caserta, quali il trittico Fate presto (1982) di Warhol, ispirato alla pagina del quotidiano “Il Mattino” all’indomani della tragedia, e l’installazione di Beuys Terremoto in palazzo (1981).
Una sezione fotografica documenterà l’incontro dei due artisti e altri avvenimenti salienti della galleria di Amelio in quegli anni, attraverso gli scatti di Ferdinando Scianna, Mimmo Jodice, Peppe Avallone, Bruno del Monaco e Fabio Donato.
La poliedricità del personaggio Amelio verrà inoltre messa in luce da una selezione di film originali cui il gallerista prese parte come attore, oltre due documentari/intervista di Mario Franco (Ma l’amore no. Ricordando Lucio Amelio, 2004) e di Mario Martone (Terrae Motus, 1993) realizzato negli ultimi mesi antecedenti alla scomparsa del gallerista (1994).









