“Collage/Collages. Dal Cubismo al New Dada” alla GAM di Torino.

PICASSO

La Galleria Civica d’arte Moderna e Contemporanea di Torino presenta la mostra “Collage/Collages. Dal Cubismo al New Dada” visibile fino al 6 gennaio 2008.

Una delle tecniche che più si avvicina alla frammentazione della realtà metropolitana del ‘900, è il “collage”, che muove i primi passi con le sperimentazioni di Braque e Picasso.Intorno al 1912, infatti, questi due artisti, che hanno dato vita al Cubismo, lo portano alle estreme conseguenze con l’invenzione dei “papiers collés” e l’introduzione all’interno delle loro tele di linguaggi e materiali estranei alla tradizione artistica. Nei loro dipinti compaiono infatti parole, tessuti, carte da parati, ritagli di giornale, pezzetti di legno.
L’inserimento di questi elementi, che a prima vista, potrebbe sembrare casuale e dettato da esigenze prettamente estetiche, è il frutto, il più delle volte, di riflessioni molto sottili, di tipo concettuale, che hanno a che fare con le ragioni stesse dell’arte. Spesso infatti alludono alle qualità dell’oggetto rappresentato o ne prendono addirittura il posto.

La mostra allestita alla GAM di Torino ripercorre la storia del collage dai primi anni ‘10 all’inizio degli anni ‘60, ossia, come indica il titolo, dal Cubismo al New Dada.
Le opere in mostra sono più di 160 e arrivano da importanti collezioni pubbliche e private, come il Museum Berggruen di Berlino, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, e molte altre.

Il percorso espositivo, strutturato in senso cronologico, prevede anche momenti di confronto diretto tra le opere di artisti molto diversi tra loro.
Si parte coi primi esperimenti di Picasso e Braque, che, nel 1912, vengono affiancati nelle loro ricerche da Gris, ma uno spazio particolare è dedicato, ovviamente, al Futurismo (Carrà, Severini, Balla, Sironi, Soffici, Prampolini) al Dadaismo (Ernst, Grosz, Dix, Arp e Schwitters, autore del famoso Merzbau), al Surrealismo (Miró, Ernst, Breton, Penrose, Teige). Non si deve infatti dimenticare l’importanza che le invenzioni e le provocazioni di questi movimenti hanno avuto per le ricerche successive.
Ampio risalto viene dato anche alle espressioni artistiche del dopoguerra, tra cui spiccano l’Informale di tipo materico (Burri, Dubuffet, Tàpies), in cui si può far rientrare anche il Gruppo Cobra di Appel e Jorn, l’Espressionismo astratto (Motherwell), il New Dada, che vede tra i principali esponenti Robert Rauschenberg, autore dei “combine-painting”, il Nouveau Réalisme, qui rappresentato da Rotella e Villeglé, gli inventori del “décollage”, le ricerche di alcuni artisti italiani come Baj, Novelli, Afro, Tancredi, Manzoni e Paolini.

Tra i maestri del collage, un posto particolare spetta sicuramente a Matisse, che, a cavallo tra gli anni 40′ e i ‘50, con grande senso estetico e leggerezza, ha dato vita a opere straordinarie, come i “papiers découpés” della serie “Jazz”.

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